Bollicine Made in Italy – Con cosa brinderete all’arrivo del nuovo anno?

Da sempre, in Italia, la convivialità dei momenti di festa e la gioia di ricorrenze speciali vengono suggellate e impreziosite dalla luce dei colori e dalla brillantezza degli spumanti; i profumi eleganti e la vivacità della spuma, esaltano i sapori di ogni piatto abbinato: potremmo definirli dei vini a tutto pasto, proprio perché si sposano in maniera egregia con i prodotti del mare e con quelli della terra, passando per formaggi e dolci, facendo sempre attenzione a scegliere la tipologia più consona.

Bollicine Made in Italy

L’Italia, insieme a Francia e Germania, rappresenta uno dei Paesi produttori leader mondiale di vino spumante, con numeri che si aggirano intorno ai 300 milioni di bottiglie prodotte annualmente.

Nonostante la leggenda narri che il progenitore delle bollicine di qualità sia lo Champagne, inventato in Francia da Dom Pierre Pérignon nel XVII secolo, notizie storiche svelano una realtà differente: di fatti, già nel XIV secolo, in un’opera del benedettino Don Francesco Scacchi di Fabriano, il “De salubri potu dissertatio”, si parla di spumantizzazione, anticipando ciò che verrà poi messo in opera dai francesi.

Ad ogni modo, il territorio italiano vanta di prodotti di grande qualità, grazie alla combinazione di terreni e microclimi, alla generosità della natura uniti alla sapienza e all’esperienza delle aziende.

Le zone italiane ad alta vocazione per la produzione di spumante sono il Trentino, la Lombardia, nello specifico la Franciacorta e l’Oltrepò Pavese, il Piemonte e il Veneto.

Il panorama delle bollicine italiano è dominato principalmente da due tipologie di spumante: il Franciacorta e il Prosecco.

A distinguerli vi è innanzitutto una differenza geografica: il Franciacorta viene prodotto esclusivamente nell’omonima zona, nella provincia di Brescia – isola felice della viticoltura italiana – estesa su 900 ettari di colline sulle quali brezze fresche, passando per il Lago di Iseo, riescono a produrre un microclima ideale per la coltivazione di determinati vitigni; il prosecco, invece, viene prodotto nelle province venete di Treviso e Vicenza: anche qui si crea un ambiente pedoclimatico in grado di permettere al vitigno autoctono di dare risultati sorprendenti come in nessun’altra zona.

Le uve impiegate per la produzione di Franciacorta sono esclusivamente lo chardonnay e il pinot nero e può essere utilizzato il pinot bianco fino ad un massimo di 50%. Per il Prosecco, viene impiegata almeno l’85% di uva prosecco, detta anche glera, data dal vitigno autoctono di questa regione.

Ma la differenza principale che rende tanto diversi quanto unici questi due grandi spumanti è rappresentata proprio dal metodo di spumantizzazione; difatti, per il Franciacorta viene impiegato il Metodo Classico, lo stesso utilizzato per la produzione di Champagne, che prevede una seconda fermentazione in bottiglia a contatto con i lieviti, che va da un minimo di 18 mesi per arrivare anche a 7-8 anni, prima di poter essere sottoposto alla sboccatura. Questo sistema gioca, sicuramente, un ruolo fondamentale per la formazione dei profumi secondari del vino, ma soprattutto sulla qualità della grana delle bollicine. Il prodotto finale sarà caratterizzato da profumi eleganti di frutta bianca e gialla, agrumi, gelsomino, vaniglia e note tostate che si equilibrano bene con quelle minerali e dei lieviti, che ricordano la crosta del pane; inoltre il lungo periodo di affinamento renderà il perlage fine e persistente.

Al contrario, per quanto riguarda il Prosecco, questo viene prodotto con il Metodo Martinotti o Charmant, rispettivamente i nomi dell’inventore e dell’ingegnere che diedero vita al sistema, nel quale è prevista una seconda fermentazione, ma stavolta in grandi autoclavi di acciaio, sostandovi dai 30 giorni ai 4-6 mesi. Senza dubbio, il metodo Martinotti, ha rappresentato un’importante svolta per la produzione di spumanti italiani, con lo scopo di ridurre i costi di produzione e contestualmente, accelerarne i tempi, a sfavore della grana delle bollicine che risulterà più grossolana. Note fragranti di frutta fresca, con riconoscimenti di pera, freschezza e sapidità sono le caratteristiche del Prosecco, tanto amato dagli italiani quanto all’estero.

Queste due tipologie di spumanti straordinari, sono solo una piccola fetta di quello che la viticoltura italiana offre, dove ogni regione è terra di legami indissolubili tra prodotto e territorio… C’è solo l’imbarazzo della scelta!

 

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