#5: Dovrei sentirmi in colpa a sognare una borsa in coccodrillo?

La borsa in coccodrillo: un danno o un beneficio per la salvaguardia della specie?

* N.B. Tutto ciò che è indicato di seguito fa riferimento a prodotti in pelle di coccodrillo; tali informazioni, tuttavia, valgono anche per i prodotti in pelle di pitone. Principi e idee sono abbastanza simili. 

Immagina una borsa chic in pelle di coccodrillo esposta nella vetrina di una boutique alla moda in centro. Come ti senti guardandola? Entusiasmato dalla sua esclusività e spinto dal desiderio di acquistarla subito? Infastidito dall’utilizzo della pelle di un animale esotico? Oppure totalmente indifferente? Hai mai sentito parlare del Cites?

“Ma cosa ha a che fare una borsa in coccodrillo con il CITES? E, soprattutto, cosa ha a che fare con me?”  Ti starai chiedendo e hai ragione, perché questo collegamento, anche se diretto ed immediato, non è ovvio e familiare per molti di noi. 

Eppure, è proprio grazie al rispetto delle norme del CITES che l’acquisto di questa borsa non solo non danneggerà l’ambiente, ma stimolerà anche la crescita di questi animali nel loro habitat naturale. 

Non ci credi? Invece è proprio così! Vediamo insieme come funziona.

La borsa in coccodrillo è un danno o un beneficio per la salvaguardia della specie?

Il principio chiave

Lo scopo principale del CITES è la salvaguardia dell’ecosistema naturale del nostro pianeta. 

Il CITES ha lo scopo di garantire che il commercio internazionale di esemplari di piante e animali selvatici e derivati non minacci la loro sopravvivenza, facendo tutto il possibile per eliminare il commercio illegale e provvedere alla sostenibilità e salvaguardia delle specie in questione.

Sostenere il sistema significa renderlo stabile, trasparente e controllato nel corso del tempo. L’utilizzo puntuale del sistema non solo permette di ridurre i danni ma è molto utile anche per la tutela delle specie. 

Cos’è il CITES?

Che cos'è il Cites

Il CITES (CITES, Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora) è la Convenzione dell’ONU “sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione”.

La decisione di fondare il CITES è stata presa nel 1963 durante la riunione dei membri dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura). Il testo della Convenzione è stato concordato durante la riunione dei rappresentanti degli allora 80 stati presenti a Washington il 3 marzo 1973. Il CITES è entrato in vigore l’1 luglio 1975. 

Ad oggi gli stati che hanno ratificato questo accordo internazionale/governativo sono 183. 

Circa 35000 specie di animali e di piante vengono salvaguardate grazie al CITES. Tra queste specie ci sono anche coccodrilli, alligatori, pitoni e anaconda.

È dunque ovvio che c’è un collegamento diretto tra una borsa in pelle di coccodrillo e il CITES. 

Va bene, ma io cosa ho a che fare con il CITES? Perché è così importante che io lo conosca? Perché non ne ho mai sentito parlare prima?” Se ti stai ponendo almeno una di queste domande, ciò che andrai a leggere tra poco ti sarà sicuramente d’aiuto.

Dobbiamo innanzitutto spiegarti perché questa convenzione è così importante. 

Infatti, dalla corretta comprensione di questo tema si stabilirà l’esito degli eventi futuri e sarai in grado di valutare se la produzione e l’acquisto di una borsa danneggerà o porterà benefici alle specie protette dal Cites. 

Detto tutto ciò, ricominciamo dall’inizio. 


Perché è stato scritto questo articolo? 

L’accordo CITES prevede che tutti i partecipanti rispettino rigorosamente tutte le regole e tutte le norme. Per questo motivo, al consumatore finale (cioè probabilmente proprio a te, come acquirente di un prodotto in pelle esotica) può sembrare che non ci sia alcun bisogno di saperne di più in merito. Il tempo e la nostra esperienza come produttori e rivenditori di articoli in pelle esotica, tuttavia, ci hanno dimostrato che non è così che funziona. 

Se desideriamo creare un sistema trasparente e legale, è necessario informare ogni partecipante della catena, soprattutto l’acquirente del prodotto.

Questo diventa ancora più essenziale perché su Internet cominciano ad apparire tanti articoli provocatori e scioccanti che, dal nostro punto di vista, non solo non aiutano a salvaguardare la natura, ma in qualche modo creano disagi, suscitando emozioni di odio e di rabbia fra i lettori. 

Oggi, come non mai, è molto importante affrontare questo problema consapevolmente e disponendo di tutte le informazioni necessarie. 

Per questo motivo ti invitiamo a dedicare un po’ di tempo alla lettura di questo articolo e ti suggeriamo di riflettere sul tema del CITES. 

Chi e come partecipa a questa convezione?

Tutti quelli che in qualche modo sono legati a un articolo protetto dal CITES, (come nel nostro caso le borse in pelle di coccodrillo): dagli abitanti locali, cacciatori e allevatori, che sono in costante contatto con questi animali nel loro habitat, ai trasportatori e venditori di pelle, dai produttori di articoli in pelle esotica ai rivenditori e distributori di questi articoli, fino ad arrivare ai consumatori del prodotto finale. 

Nella convenzione è scritto: “Popoli e stati sono e devono essere i migliori custodi della propria fauna e flora selvatica”.  Questo significa che ogni singolo paese è responsabile nel determinare lo status e le condizioni di queste specie sul territorio, controllandole e monitorandole.  

Poiché il commercio degli animali selvatici e dei loro derivati attraversa le frontiere dei paesi, l’obbedienza alle regole della convenzione e controllo delle relative attività richiedono la collaborazione internazionale. 

Tutti i membri aderenti alla convenzione sono obbligati a rispettare i regolamenti nella loro attività di commercio estero. D’altra parte, l’adattamento delle leggi interne sulla base delle norme del CITES è considerato come espressione di buona volontà di ogni singolo paese. 

Cosa dobbiamo capire secondo noi?

Gli animali esotici utilizzati nella produzione degli articoli, come ad esempio la borsa in pelle di coccodrillo, non si trovano in Russia, in Francia o in Italia (da dove noi stiamo scrivendo questo articolo e dove noi produciamo i nostri prodotti). 

Hai idea di quanti paesi attraversa una pelle esotica prima di essere esposta nelle vetrine delle boutique sotto forma di prodotto finito? Se si tratta di un articolo realizzato in Italia, questi paesi sono almeno tre: il paese d’origine dell’animale, l’Italia, e il paese in cui viene venduto il prodotto finale. 

Il pellame dell’animale esotico passa la dogana almeno quattro volte: la prima volta nel paese da dove viene esportato il pellame, la seconda volta in Italia quando il pellame entra nel paese, la terza volta quando il prodotto finale esce dall’Italia per essere trasportato nel paese in cui poi sarà venduto, la quarta volta quando entra nel paese di destino. 

Il Cites presuppone che all’attraversamento di ogni frontiera avvenga un controllo completo, che comprende la presentazione dei documenti necessari, il pagamento delle tasse, l’osservanza delle regole di tracciabilità della specie dal paese d’origine fino a quello dell’acquirente e la riscossione di pagamenti vari..

Tutto questo avviene solo in teoria, perché la realtà è diversa e il “filo” del monitoraggio può perdersi anche tanto tempo prima. 

Perché accade ciò? Accade a causa dell’inosservanza delle regole, della volontà di evadere tasse superflue. A volte succede solo a causa dell’ignoranza. È proprio questo che noi, con il tuo aiuto, possiamo cambiare.

Borsa da donna in coccodrillo e pitone


Come funziona la convenzione?

  • I paesi facenti parte della convenzione definiscono lo stato e il livello di prelevamento degli animali e delle piante dalla natura, eseguono il controllo e il monitoraggio per provvedere all’utilizzo sostenibile e prevenire la minaccia di estinzione.
  • I dati ottenuti vengono trasmessi alla segreteria CITES.
  • La lista delle specie che devono essere regolamentate si crea durante la Conferenza ed è divisa in 3 categorie che corrispondono alle 3 appendici della convenzione:

Nell’appendice n.1 si trovano le specie di animali / di piante minacciate di estinzione. Perciò, nella maggior parte dei casi, il commercio di esse è rigorosamente vietato.

Nell’appendice n.2 si trovano le specie di animali / di piante che attualmente non sono minacciate di estinzione, ma che devono essere costantemente monitorate e per le quali, al momento della commercializzazione, devono essere rispettate determinate quote.

Nell’appendice n.3 si trovano le specie di animali / di piante che vengono regolamentate entro la giurisdizione dei singoli paesi.

Nel nostro esempio specifico, coccodrilli, alligatori e pitoni si trovano solitamente nell’appendice n.2, per cui, nella maggior parte dei casi, non sono minacciati di estinzione, anche se il commercio di queste specie viene comunque regolamentato con quote e rigorosamente controllato. 

Spieghiamo il senso delle appendici in modo un po’ semplificato. 

Se in un determinato paese una delle specie viene inclusa nella lista dell’appendice n.1, il commercio di essa viene bloccato. La stessa specie in altri paesi, oppure una simile specie in questo o in altri paesi, si può trovare nell’appendice n.2. In quest’ultimo caso l’offerta di questa specie, controllando rigorosamente le quote e monitorando le condizioni delle specie in natura, copre la domanda del mercato, ottiene il profitto economico e permette di mantenere la riproduzione e lo sviluppo della specie nei paesi in cui essa si trova nell’appendice n.1.

Perché tutto questo è importante?

Supponiamo che per qualche motivo il CITES non ci sia più o non sia più in vigore. Che effetto avrà? La domanda per questo tipo di animali / piante rimarrà la stessa, ma non ci saranno più le leggi, gli organi di controllo e le misure speciali dirette alla protezione di queste specie.

Il divieto di commercio di una specie che svolge il ruolo centrale nell’economia di un certo paese porta a una qualità di vita e un livello di sviluppo economico molto più bassi. Inoltre dà vita al bracconaggio e al commercio illecito. Di conseguenza, più specie vengono cacciate nel loro ambiente naturale, rischiando l’estinzione.

Al contrario, la preservazione delle singole specie può essere raggiunta introducendo programmi innovativi, che prevedono che i soldi ricavati dal commercio siano destinati a finanziare misure di protezione quali la lotta al bracconaggio e l’assicurazione di una vita migliore alla popolazione locale. 

 

Le fonti ufficiali. 

Il commercio internazionale della flora e della fauna selvatica è un’industria globale, che sostiene la vita di tante persone in tutto il mondo. Purché la gestione sia ecosostenibile e razionale, il commercio può stimolare le specie e conservare il loro habitat. Il commercio può anche diventare una fonte diretta di reddito ricavato dal raccolto e dalla vendita degli animali e delle piante, oppure una fonte indiretta di reddito attraverso gli altri settori dell’industria collegati, come turismo, produzione, ecc.

I governi cercano di migliorare sempre di più la gestione delle risorse naturali e di aumentare il riconoscimento di molti servizi e di vantaggi forniti dall’uomo a queste specie e all’ecosistema. Grazie a determinati meccanismi, utilizzando razionalmente delle risorse ecologiche, il CITES può giocare un ruolo decisamente importante per lo sviluppo ecosostenibile.”

(Nota dell’autore: la traduzione è libera, il testo originale in lingua inglese è stato preso dal documento: CITES TRADE: RECENT TRENDS IN INTERNATIONAL TRADE IN APPENDIX II-LISTED SPECIES (1996-2010)

Torniamo al nostro semplice esempio.

Per comprendere al meglio le conseguenze di decisioni irrazionali, prendiamo come esempio la caccia ai coccodrilli in un luogo paludoso degli USA.

A seguito di azioni di protesta da parte dei difensori degli animali, le autorità hanno introdotto un divieto amministrativo sulla caccia ai coccodrilli. 

Questo ha reso la conservazione e il mantenimento delle paludi poco interessanti, inutili e costose per i proprietari terrieri di questa zona. Le paludi sono state quindi prosciugate ed utilizzate in modo diverso. Cos’è successo dopo? In questa zona non sono solo scomparsi i coccodrilli, ma si è anche distrutto tutto l’ecosistema e, come risultato, sono scomparse altre specie di animali e piante.

“Lo sfruttamento delle risorse naturali, se è eseguito sulla base del principio della sostenibilità dei sistemi vivi, può essere considerato uno strumento per la conservazione della natura. Con questo approccio i vantaggi sociali ed economici stimolano le persone a preservare le risorse naturali” (IUCN, 2000; IUCN SSC 2012.).

(Nota dell’autore —L’ Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (in inglese: International Union for Conservation of Nature and Natural Resources, IUCN) — è un’organizzazione non governativa internazionale che si occupa dei problemi di conservazione della biodiversità del pianeta). 

Borsa Gleni in pelle di alligatore


Cosa significa questo?

Se le regole, le norme e le leggi del CITES sono rispettate, il commercio legale sotto controllo non solo non danneggia la natura ma rappresenta anche la migliore strategia disponibile al momento, mirata alla conservazione delle specie animali minacciate di estinzione. 

Questo vuol dire che la questione è legata direttamente anche al partecipante finale della catena, ossia al proprietario di un prodotto realizzato con l’utilizzo di una specie protetta dal CITES e anche a un futuro acquirente. Nel nostro caso questo prodotto è una borsa in pelle di coccodrillo. 

La questione è anche legata direttamente, e non meno, a quelli che sono contrari all’utilizzo della pelle esotica per la produzione di articoli. 

Le conclusioni. 

Quanto è importante essere informati sul CITES? 

Senza dubbio, questo tema è importante per ogni persona interessata alla conservazione del nostro pianeta e alla partecipazione attiva a questo processo. 

A chi è necessario tutto questo?

È obbligatorio per i partecipanti a questi processi: per gli acquirenti e per i consumatori di prodotti realizzati con l’utilizzo delle specie protette dal CITES, e anche per quelli che sono contrari alle produzioni del genere. 

Allora, c’è da sentirsi in colpa a sognare una borsetta in pelle di coccodrillo? Si danneggiano le specie animali oppure no?

Naturalmente no, a condizione che esista un approccio consapevole. E ora che anche tu sai cos’è il CITES e come questa convenzione si prenda cura della natura, ti è più semplice fare una scelta ponderata. Cosa puoi fare? L’azione più semplice è quella di chiedere al venditore del prodotto se sono disponibili i documenti CITES. Devo farti presente che il venditore non è obbligato ad avere con sé questi documenti e non è obbligato a mostrarli. Però, credimi, se questa domanda sarà posta sempre più spesso, il venditore si sentirà a disagio e prima o poi farà tutto il possibile per essere informato su questo tema. Ci sono tanti problemi legati al CITES. C’è ancora tanto lavoro da fare e tutto questo dipende da ognuno di noi, da un approccio consapevole verso questo tema. Gli esempi di tali problemi sono: complicazioni quando si rintracciano le specie (e i derivati) in commercio, controllo dell’adempimento degli accordi, trattamento rispettoso degli animali presso gli allevamenti creati per la conservazione delle specie selvatiche. I problemi ci sono e devono essere risolti in una maniera seria e consapevole, rendendoci conto che noi tutti siamo coinvolti anche se in modo indiretto. Ti suggerisco di approfondire questo tema per trarne le dovute conclusioni. 

La nostra opinione come produttori ed esportatori in costante contatto con la pelle esotica, e come responsabili della preparazione della documentazione CITES è la seguente: il commercio legale e il rispetto rigoroso delle norme della convenzione CITES non è solo la migliore, ma è anche l’unica strategia disponibile al momento per la conservazione delle specie minacciate di estinzione. 

Borse in pelle esotica

I materiali consigliati per la comprensione più completa del tema:

https://cites.org/

CITES TRADE: RECENT TRENDS IN INTERNATIONAL TRADE IN APPENDIX II-LISTED SPECIES (1996-2010) Sixteenth meeting of the Conference of the Parties Bangkok (Thailand), 3-14 March 2013

THE CALL OF THE WILD: captive crocodilian production and the shaping of conservation incentives . TRAFFIC International July 2006.

Improving International Systems for Trade in Reptile Skins based on Sustainable Use. UNCTAD/DITC/TED/2011/7

THE TRADE IN SOUTH-EAST ASIAN PYTHON SKINS

Структура процесса CITES, позволяющего сделать вывод о ненанесении вреда природным популяциям в ситуации трофейной охоты, с аргали (Ovis ammon) в качестве основного объекта анализа. A TRAFFIC REPORT

2 pensieri su “#5: Dovrei sentirmi in colpa a sognare una borsa in coccodrillo?

  1. Massimiliano Mennonna

    Bravi complimenti per il vostro lavoro e per l’opera di divulgazione nei confronti dei clienti così che siano sempre più consapevoli nei loro acquisti

    Replica

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