PELLI ESOTICHE – ALLEVAMENTO E CONSERVAZIONE VANNO DI PARI PASSO.
Il commercio della pelle esotica è stata da sempre una materia controversa, che ha dato vita a dibattiti che hanno costantemente messo a confronto i sostenitori dai detrattori. C’è chi sostiene che qualsiasi forma di utilizzo di pellami o carni animali sia sbagliato, mentre altri replicano sostenendo la tesi secondo cui modalità di allevamento ben organizzato aiutino gli sforzi di conservazione, facendone evidenziare i risultati positivi direttamente sulla popolazione selvaggia.
Noi di Gleni siamo minuziosamente attenti a seguire le varie regolamentazioni Cites ( Convenzione per il Commercio Internazionale delle Specie a rischio). Enormi sono gli sforzi che impieghiamo nell’assicurare che tutte le nostre pelli provengano da produttori in piena regola e ben gestiti, che allevano gli animali in modo sostenibile, e che ogni pellame importato sia dotato della esaustiva documentazione e provenienza. Siamo pienamente convinti che la produzione delle pelli che utilizziamo abbia effetti positivi sia sulle singole economie locali che sull’impegno di conservazione messo a punto dagli stati da cui questi pellami provengono. È per questo che siamo ben lieti di condividere con voi alcune informazioni sull’allevamento e sul commercio delle pelli esotiche, in modo che anche voi possiate farvi una vostra idea a riguardo.
ALLIGATORI IN LOUISIANA, USA
L’alligatore americano viene cacciato in Louisiana da circa 200 anni. La caccia venne proibita negli anni ’60 quando il numero di questa specie diminuì drasticamente, e successivamente venne gradualmente reintrodotta con il limite di 30 giorni alla stagione, fino a che la specie non si fosse ristabilita.
È durante questo periodo che gli allevamenti di alligatori vennero stabiliti, sottoposti a severe regolamentazioni, che tutt’oggi prevedono la restituzione, da parte degli allevatori, di una certa percentuale di cuccioli all’ambiente. Questa soluzione ben strutturata ha fatto sì che gli alligatori divenissero una risorsa sostenibile che, a distanza di anni, contribuisce enormemente all’economia dello stato.
Tra i vantaggi derivanti da questo metodo di conservazione, basti nominare gli incentivi rivolti ai proprietari terrieri a preservare le zone umide, habitat naturale degli alligatori. Conseguentemente, tutte le altre numerose specie animali che condividono le zone umide insieme agli alligatori sono ugualmente protette.
La popolazione di alligatori rimane stabile, anzi, i dati continuano ad aumentare a causa del valore economico dell’alligatore. Se mai dovesse succedere che in queste zone le pelli di alligatore venissero messe al bando, non sole ne soffrirebbe l’economia, ma la stessa popolazione selvatica di alligatori, poiché molto probabilmente il loro habitat verrebbe sottratto per future costruzioni.
COCCODRILLI IN AUSTRALIA E ASIA
I coccodrilli di acqua salata e di acqua dolce sono allevati in modo estensivo in Sud Africa, Australia e Asia. L’esempio australiano dimostra come una modalità di allevamento sostenibile sia in grado di proteggere e addirittura ristabilire le cifre nelle zone selvagge ed assicurare così la sopravvivenza delle specie.
Fino al 1972 in Australia i coccodrilli venivano cacciati senza una precisa regolamentazione, alcuni per la propria pelle, altri solo sulla base della paura dell’uomo verso i rettili. Qualsiasi coccodrillo che si avventurava nelle zone abitate rischiava di venir ucciso a colpi di fucile per paura che azzannasse gli uomini o saccheggiasse il bestiame. Non appena si vietò la caccia, velocemente le cifre si ristabilirono. Allevamenti di coccodrillo vennero stabiliti e programmi di conservazione istituiti, con lo scopo di proteggere l’habitat dei coccodrilli ed educare al tempo stesso le persone.
Il valore economico della pelle del coccodrillo costituisce un fattore importante nel tentativo di persuadere i proprietari terrieri e il pubblico di proteggere il coccodrillo, da sempre ritenuto un pericolo per la gente e gli allevamenti di animali nelle zone selvatiche. Programmi di uso sostenibile in base ai quali le uova vengono raccolte e vendute agli allevamenti di coccodrillo costituiscono un incentivo a preservare l’habitat naturale. Attualmente, la contrazione dell’habitat costituisce la minaccia più grave per la popolazione di coccodrilli selvaggi, e si spera che questi programmi possano mantenere stabili le cifre sia nelle zone selvagge che negli allevamenti.
La caccia illegale dei coccodrilli ancora esiste in paesi non perfettamente regolamentati, tuttavia la disponibilità dei pellami di coccodrillo provenienti da programmi di allevamento, a livello mondiale, sta prendendo il sopravvento sulle specie selvagge. Un definitivo divieto del commercio legale comporterebbe un aumento del bracconaggio e l’innalzamento vertiginoso dei prezzi, che si rifletterebbe nell’estinzione della popolazione selvaggia.
STRUZZI IN SUD AFRICA.
Gli struzzi vengono addomesticati ed allevati in Sud Africa da più di 150 anni. Si tratta di animali del deserto che hanno bisogno di un clima caldo asciutto e l’area Karoo ad occidente di Cape costituisce l’ambiente ideale per il loro allevamento. Spaziosi campi in territori asciutti e polverosi ospitano branchi di struzzi, allevati non solo per la loro pelle, ma anche per le piume e per la loro carne magra e nutriente.
Assicurare la salute di questi volatili è vitale perché l’allevamento abbia successo, dato che qualsiasi malattia o danno provocato da parassiti ridurrebbe il valore della loro pelle e carne. Proprio come i polli e altri volatili di allevamento sono suscettibili all’influenza aviaria, allo stesso modo i branchi di struzzo sono ben curati e nutriti per essere mantenuti il più possibile in salute.
Ironicamente lo sviluppo delle pratiche di allevamento di struzzi è stato fondamentale nella preservazione delle popolazioni selvatiche in altre parti dell’Africa. Lo struzzo dal collo rosso ha sfiorato l’estinzione sulle montagne della Nigeria negli anni ’90 a causa del conflitto civile, proprio quando gli struzzi iniziarono ad essere uccisi per nutrire la popolazione affamata. Il merito di averli salvati dal baratro dell’estinzione si deve ad alcuni abitanti di villaggi locali che catturarono dodici volatili e li allevarono in cattività. Attualmente, con l’aiuto dei conservatori, si sta ristabilendo la popolazione allo stato selvatico. La conoscenza dell’allevamento e della riproduzione degli struzzi da parte di allevatori di comprovata esperienza, ha permesso di riscuotere enorme successo a fronte di tutti sforzi compiuti.
PITONI IN ASIA
Più difficoltoso è trovare informazioni circa l’allevamento di pitoni in Asia. L’Indonesia possiede numerosi allevamenti di indiscussa reputazione, governati dalle regolazioni CITES, ma allo stesso tempo esistono forme di allevamento meno scrupolose che sembrano essere una semplice copertura alla cattura dei serpenti allo stato selvatico. Il governo indonesiano ha richiesto l’aiuto internazionale per cercare di estinguere il commercio illegale, facendo appello a consigli provenienti dal WWD e da altre organizzazioni conservatrici per monitorare gli allevamenti e le esportazioni negli aeroporti. Secondo la loro opinione, il miglior modo per proteggere la popolazione selvatica è quello di assicurarsi che vengano praticate forme di allevamento sostenibile.
Tuttavia, spetta anche al compratore assicurarsi che le pelli che si accingono ad acquistare provengono da allevamenti rispettabili, che ottemperano alle regolamentazioni CITES. Le pelli ricavate da pitoni di allevamento sono più costose rispetto a quelle ottenute dalle specie selvatiche, ma al tempo stesso sono di migliore qualità poichè il serpente è stato custodito in un ambiente protetto, per cui la sua pelle è più sana e presenta meno probabilità che sia danneggiata.
Il pitone Reticolous è una specie resistente che attualmente non corre il rischio di estinzione. Depone numerose uova prima che raggiunga la misura per poter esser prelevato dallo stato selvatico, assicurando così la sopravvivenza della specie, anche se il bracconaggio illegale si riflette nei gravi problemi ambientali per le comunità locali: è noto come il pitone sia il più importante predatore di topi, e le comunità povere correrebbero il rischio di ritrovarsi sommerse di topi se la popolazione dei serpenti si riducesse. Il commercio del pitone contribuisce molto all’economia locale di aree molto povere, ma molto meglio sarebbe organizzare questo commercio secondo metodi sostenibili, attraverso un allevamento di pitoni regolare.
REGOLAMENTAZIONE DEL COMMERCIO IN PELLE ESOTICA
Il commercio legale di pelle esotica richiede ben precise documentazioni previste in tutte le fasi del processo, dall’esportazione della materia prima alla lavorazione e vendita del prodotto finito. È richiesto il pagamento di tasse e tariffe in ognuna di queste fasi, e con il ricavato si finanziano organizzazioni attivamente impegnate nella protezione di un numero elevato di specie animali a rischio estinzione. In questo modo, i fondi vengono raccolti per combattere il commercio illegale e il bracconaggio di animali allo stato selvatico, per sensibilizzare l’opinione pubblica ed incoraggiare sempre più Stati a rafforzare le regolamentazioni che proteggono gli animali minacciati.
È assolutamente vero che il commercio illegale di pellami esotici minaccia l’ambiente e la sopravvivenza di numerose specie nei Paesi ancora scarsamente regolati. Secondo la nostra opinione, il miglior modo per combattere questo commercio illegale è quello di conformarsi scrupolosamente alle regolamentazioni del CITES, sostenendo il proprio operato, e rifiutandosi di trattare con fornitori disposti ad offrirci economiche pelli ma prive di documentazione, e sensibilizzando la gente comune a non fidarsi di riduzioni nei prezzi di prodotti in pelle esotica, poiché quasi sicuramente sono il frutto di azioni illegali. Nel condurre la nostra attività nel rispetto delle maniere etiche, rischiamo di registrare profitti più bassi, ma siamo consapevoli di aiutare gli sforzi conservatori in tutto il mondo, assicurandoci che gli animali allo stato selvatico siano protetti, ed offrendo ai nostri clienti prodotti della migliore qualità, realizzati in virtù del rispetto per gli animali e l’ambiente.
Per concludere, l’allevamento di pelli esotiche, quando propriamente supportato, secondo le regolamentazioni CITES, contribuisce enormemente alla preservazione dell’habitat e quindi delle stesse specie animali. Crea impiego e sostiene l’economia di molte aree che dispongono di scarse risorse. Dà da mangiare a milioni di famiglie, e, quando propriamente gestito, non è meno umano delle tante altre forme di allevamento, come quello di bovini ed ovini. E’ una triste realtà che nel nostro mondo gli uomini stiano invadendo l’habitat naturale di moltissimi animali, e sono questi animali che hanno un valore economico per noi che hanno più possibilità di sopravvivere, semplicemente perché la gente è incentivata a conservarli.